Australian Open – La storia del torneo

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È iniziato da qualche settimana l’Australian Open, uno dei quattro tornei di tennis del Grande Slam, senz’altro il torneo meno prestigioso e importante della storia.

Sia per la posizione geografica dell’Australia, sicuramente scomoda da raggiungere fino a qualche anno fa, sia per eventi come cambi di formato e di superficie che hanno reso questa competizione poco appetibile dai giocatori di alta classifica.

Per conoscere la Storia dell’Australian Open bisognerà però fare un salto nel tempo. L’Australian Open è un famoso torneo di tennis che ogni anno si tiene in Australia, precisamente a Melbourne. La prima edizione fu disputata nel 1905, ed è stato il terzo torneo a nascere tra i quattro tornei del Grande Slam.

Fino al 1921 Australia e Nuova Zelanda partecipavano al torneo congiuntamente sotto la bandiera dell’Australasia. Successivamente nel 1927 prese il nome di Australian Championship e infine con l’avvento del tennis open nel 1969 divenne Australian Open.

Oggi soprannominato Happy Slam, l’Australian Open è ospitato dall’impianto di Melbourne Park. Agli albori il torneo fu organizzato in cinque diverse città australiane: Sidney, Melbourne, Adelaide, Perth, Brisbane e due città neozelandesi.

La manifestazione tennistica originariamente era frequentata esclusivamente da giocatori di casa, in quanto era realmente difficile raggiungere l’Australia. Il viaggio in mare prevedeva una traversata di almeno 45 giorni di viaggio, inoltre anche i collegamenti via terra per raggiungere le suddette città che ospitavano il torneo erano disastrati.

Solo dopo il conflitto mondiale la situazione cambiò e grazie agli arei di linea fu possibile partecipare con più facilità.

Nonostante sia stata una manifestazione meno importante rispetto ad altri tornei internazionali, questo torneo ha contribuito sensibilmente allo sviluppo del tennis internazionale e del modello di scuola australiana, grazie anche al contributo di Harry Hopman, uno dei coach più titolati della storia del gioco.

Diverse sono le leggende che hanno lasciato il segno nell’Australian Open, da Norman Brookes, a Jack Crawfors, Frank SEdmand, KEn Rosewall e Lew HOad tra gli uomini, mentre tra le donne troviamo Margaret Court e Evonne Goolagong.

Basti pensare che i primi tennisti ad arrivare al torneo Australian Open con un aereo furono i giocatori della squadra americana di Coppa Davis del 1946.

Dall’inizio dell’era Open fino al 1982 la difficoltà dei collegamenti hanno impedito ai grandi giocatori di partecipare al torneo. Anche il cambiamento repentino delle date del torneo hanno aggiunto maggiore instabilità al competizione.

Il 1969 fu l’anno del Grande Slam di Rod Laver dove allora il torneo si giocava su un campo di erba, prima tappa dello straordinario trionfo oltre che dell’ultimo successo nel torneo.  Mentre i dominatori delle edizioni successive fino al 1974 sono Ken Rosewal e John Newcombe.

Mark Edmondson nel 1976 è invece passato alla storia del tennis vincendo l’Australian Open, aspetto particolarmente singolare in quanto pur facendo parte degli ultimi posti  della classifica riuscì ad aggiudicarsi un torneo dello Slam.

Le due edizioni successive furono un disastro, una giocata a gennaio l’altra a dicembre, visto che i dominatori del circuito non parteciparono alla manifestazione per scarso interesse.

Il cambiamento deciso dall’Australian Open arriva solo nel 1988, il torneo cambia sede e si trasferisce al Flinders Park,  anche la superfice viene cambiata si passa dal gioco su erba al rebound ace, una sorta di cemento gommoso. Gli impianti diventano moderni rendendo nuovamente interessante l’Australian Open che finalmente riesce ad attirare i top players.

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